E’ tutto sommato una magra consolazione, ma tant’è!
Eh si.. In Italia a quanto pare si resta nelle retrovie. Andiamo con ordine.
L’importanza della libertà di parola e della libertà di stampa sta nel far sì che la gente sia informata. Quando parliamo di trasparenza e di cultura della trasparenza, facciamo, in realtà, riferimento a tutto il libero scambio delle informazioni non solo all’interno di un’organizzazione ma anche tra questa e l’opinione pubblica. Ovunque, il flusso dell’informazione si può paragonare al sistema nervoso centrale: da questo dipende l’efficienza dell’intera struttura.
L’informazione entra lateralmente invece di essere calata dall’alto. E il cambiamento sta cominciando a premere sul vertice (lo comprenderanno mai i nostri politici?)
Sono stata “pescata” via web da alcuni esponenti di un noto partito politico e mi è stato chiesto di stilare un piano programmatico sull’Open Data in previsione delle imminenti Elezioni Regionali. Ho presentato, con immensa soddisfazione, il piano, con dovizia di particolari, perché mi è balenata alla mente la possibilità di un data.gov anche in Italia (seppure a partire da una Regione), dopo i casi di successo negli USA e in UK; quel piano è solo il primo passo per il linked open data.. ma senza fare il passo più lungo della gamba, già il documento strutturato che ho stilato é sufficientemente al di là della situazine attuale. Cosa accadrà?
Il web ormai è a pieno regime in un’altra epoca : Linked Open Data . Lascio a chi è più “grande” la parola..
Il cambiamento preme sul vertice, dicevo, e se quest’ultimo vuole sopravvivere e restare credibile, deve cominciare a dare poter ai singoli e ai gruppi che si dimostrano più capaci!
Sapere è potere, e questo vale ancora: ma ora il sapere è ampiamente distribuito (potenza di internet), e quindi lo stesso vale per il potere. Se ne sono accorti i vertici di Google.
L’idea, infatti, di leadership sta cambiando e il potere si democratizza. Un esempio (non certo italiano!) ci è offerto nei luoghi di lavoro influenti come Google: la leadership è a rotazione tra piccoli gruppi di ingegneri.
Qual è il vantaggio? Beh, visto che la rotazione equivale alla maggiore apertura, questo rende più trasparente a tutti ciò che i leaders fanno, con conseguente molto probabile riduzione di spesa di tempo e denaro per la ricerca di un dirigente.
Google , si sapeva, non è un motore di ricerca, ma un mezzo di gestione della reputazione.. e con quest’ultimo servizio lo è anche per le pubbliche istituzioni, oltre che per i privati.
Google Public Data Explorer è entrata in gara per democratizzare i dati l’accesso e la loro rappresentazione. Come Many Eyes, Swivel, Tableau Public, Google Public mira a rendere serie di dati di grandi dimensioni facili da esplorare, visualizzare e comunicare. La caratteristica unica è che i grafici e le mappe sono animate nel corso del tempo, in modo che qualsiasi modifica dei dati , in qualunque momento avvenuta, possa essere più facile da comprendere. L’obiettivo è che studenti, giornalisti, politici e tutti gli altri, possano usare questo tool per la visualizzazione di open data , linkarsi a questi, o incorporarli nelle loro pagine web. I grafici incorporati sono anche aggiornati automaticamente, in modo da mostrare sempre gli ultimi dati disponibili.
Google non è neofita in questo campo. Quando ha acquisito dalla Fondazione Gapminder Trendalyzer diversi anni fa, una semplice Chart API (http://chart.apis.google.com/chartcht=p3&chd=t:90,49&chs=400×200&chl=data|bling.) e molte altre potenti Data Visualization API hanno permesso la generazione di potenti e interattive dashboard di informazioni.
Informazioni più dettagliate sono disponibili sull’ ufficiale Google Blog. Nel post del blog, potrete trovare anche un interessante data set, scaricabile, relativo ai più popolari data search statisticamente rilevati sulla base della aggregazione di miliardi di query digitate in Google search.



Open Election Data: Linked Open Data al servizio dell’openGov
Tranquilli, non è accaduto in Italia! Nel bel mezzo della chiusura (censura) delle trasmissioni scomode per sé (lui, il premier) e per i suoi (con la certezza di poter ancora dispiegare il culturame attraverso il triplice vantaggio di decidere prodotti, processi e forme di controllo nella Comunicazione..), figuriamoci se in Italia si possa essere giunti ad un livello di apertura e di trasparenza, nonché di maturazione dell’uso del web così come sta avvenendo ormai rapidamente in Europa (per non parlare degli USA).
E’ di queste ore , infatti, la notizia che la Spagna ha deciso di Aprire i Dati: Primeros proyectos de apertura de datos públicos en España, col progetto Aporta.
E, tanto per non perdre il passo, ecco la novità direttamente dall’UK :tutti i partiti politici in un elenco, Open, quindi, e tutti raggiungibili via URI con il vantaggio dei Linked Data. Si tratta dell’Open Election Data Project
DI cosa si tratta.
Vi è un ampio consenso (in UK, s’intende) sul fatto che rendere i dati del settore pubblico più open e più ampiamente disponibili aiuti la trasparenza e la responsabilità. Questo progetto offre l’opportunità di migliorare l’accesso del pubblico ai dati elettorali locali che sono resi disponibili, in una forma molto flessibile, direttamente dalla leadership dei governi locali. Attualmente il libero accesso del pubblico a questi dati é soggetto a restrizioni di formati, a meno di ulteriori costi per l’accesso più flessibile.
Le autorità locali hanno già iniziato a pubblicare on line i dati delle elezioni. Invece di pubblicare in formati arbitrari e user-unfriendly, hanno fatto ricorso all’ RDFa, formato che fornisce la struttura di informazione e di significato, con una licenza per consentire la raccolta, raccolta e riutilizzo dei dati da parte di chiunque senza alcun costo.
Non vi è alcun obbligo, per le autorità locali, di prendere parte al progetto. Coloro che lo fanno contribuiranno a un database open dei risultati elettorali che non è mai stato costruito prima. Il progetto è la dimostrazione dell’impegno alla trasparenza e alla apertura.
Ovviamente l’open election data è solo l’ultimo step del processo ElectoralCommission
Ah, è arrivata l’ora anche da noi in Italia (oppure no)? Intanto..
Sir Tim Berners Lee calls for government data transparency