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Social Life in Social Network

 

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Google diventa (anche) Social Network

Per coloro che stavano aspettando la mossa di Google, in barba al cloud computing, ecco la piattaforma Google per la più dilagante (mania?) strategia di comunicazione, nell’accezione più ampia del termine: il Social Network.

E’ nato il Social Network di casa.

Google OpenNetwork Danny Sullivan’ Photo

L’insieme di APIdi cui OpenSocial è fornito permetterà agli sviluppatori di utilizzare un approccio al social networking sfruttando standard aperti (e non proprietari come invece quelli proprietari utilizzati da Facebook e MySpace) consentendo la creazione di applicazioni ingrado di girare su ogni network al quale partecipano.

Le API in questione saranno supportate da Linkedin, Salesforce, Oracle ( e anche da Orkut, Ning, Friendster) il che lascia ben sperare gli scettici sui frutti una nuova piattaforma di social networking in termini di applicazioni social networking per le aziende, cosa molto differente dallo sviluppo di applicazioni di natura  "cazzeggiante" tipica della maggior parte di quelle presenti in Facebook e MySpace.

Tecnicamente Open Social è una API web aperta, che può essere sfruttata da due categorie di sviluppatori:

1) "Container" – sistemi di social networking tipo Ning, Orkut, LinkedIn, Hi5, e Friendster, e…

2) "Applicazioni e Widget" cioè applicazioni che possono essere incorporate in altri sistemi container come LinkedIn, Flixster, Rockyou, iLike, e Slide.

Ma mentre con la piattaforma Facebook, solo Facebook può essere il "container" – quindi le "apps" girano soltanto dentro a Facebook, con Open Social ogni social network può diventare un Open Social container e far in modo che le applicazioni Open Social funzionino al suo interno.
Inoltre  gli sviluppatori per Facebook lavorano sfruttando linguaggi e API proprietari Facebook come FBML (Facebook Markup Language) e FQL (Facebook Query Language) e dunque le applicazioni scritte seguendo queste specifiche non funzionano altrove. Per converso le applicazioni degli sviluppatori che lavorano con Open Social possono funzionare utilizzando codice HTML e JavaScript standard, quindi anche ovunque esista un Open Social container.
Se hai conoscenze HTML e JavaScript puoi iniziare a scrivere subito codice per la piattaforma Open Social!

Il connubio tra OpenSocial e standard aperti è felicemente riasunto di seguito:

In altre parole, non è una API web service — piuttosto, un modo per le applicazioni esterne di "interfacciarsi" ad un ambiente ospite (o "container"). Quindi, oltre alla possibilità di essere visualizzata all’interno di un container, l’applicazione esterna può richiedere dati, sfruttando JavaScript, ricevendo tutte quelle informazioni utili su un determinato utente, e riuscire ad effettuare operazioni utili nel container, come "dammi la lista degli amici di questo utente" o "inserisci questo evento nel feed delle attività dell’utente"."
Il vantaggio di Open Social nasce dalla possibilità di avere delle chiamate API standard per cui "nessuno vieta ai container di sviluppare a loro volta ulteriori JavaScript o web service API per fornire agli sviluppatori nuove funzionalità".   –
Marc Andreessen

Sarà a discrezione degli  sviluppatori Open Social sviluppare applicazioni con funzionalità più sofisticate ma che funzioneranno soltanto su determinati Open Social oppure c sviluppare il loro codice rispettando la compatibilità con tutti i container Open Social esistenti.

L’aspetto saliente di Open Social sta nella visione più democratical e nella standardizzazione dell’uso di una plug-in API in maniera tale che né gli ambienti ospiti di social networking (i container) né le nuove applicazioni esterne sviluppate su di esse abbiano bisogno di inventare plug-in API dedicate e tantomeno dover scegliere fra le varie plugin Api proprietarie e concorrenti esistenti. Sicchè pure gli sviuppatori di Facebook potranno portare le applicazioni scritte per Facebook su Open Social in maniera davvero semplice raggiungendo, potenzialmente, una moltitudine di nuovi utenti

E gli editori on line dopo aver fatto lo sforzo di rendere compatibile il loro sito con gli standard Web e quelli mobile non dovranno preoccuparsi eccessivamente perchè lavranno a disposizione una pagina back-end singola, e diverse pagine front-end, visualizzate e generate "dallo stesso codice back end"( secondo Marc Andreessen), tipo:

1) Un insieme standard di pagine HTML e JavaScript destinate al consumo dei normali utenti di browser web 2) Un altro insieme di pagine HTML e JavaScript che utilizza le chiamate Java delle API Open Social utilizzabili nei social network/container Open Social.
3) Un terzo insieme di pagine in FBML (Facebook Markup Language) che sfrutta le API proprietarie di Facebook per il consumo all’interno di Facebook come applicazione Facebook.
4) Si sta paventando la possibilità di quarto insieme di pagine adattate per Apple iPhone e/o altri dispositivi mobili.

Le questioni che si pongono sono molteplici. Da quella relativa al beneficio per gli utenti (uno potrebbe essere costituito dall’interoperabilità.. ma si vedrà in futuro) a quella degli sviluppatori (svincolati da codici proprietari) per arrivare alla congestione di numerosissime piattaforme :

Più piattaforme vengono lanciate, più sviluppatori devono fare scelte. Vi sono costi associati alla creazione e gestione di queste applicazioni per i social network. La maggior parte degli sviluppatori sceglierà una o due di queste applicazioni e ignorerà il resto, basandosi su una semplice analisi costi benefici. -Michael Arrington

E ancora Marc Andreessen che incalza così

Nessuno standard può essere in grado di anticipare tutti i casi d’uso e i possibili scenari immaginabili.
Gli standard che provano ad anticipare tutti i casi d’uso possibili sono destinati a fallire, perchè sono troppo complessi e generalmente impossibili da implementare.

Gli standard che standardizzano un comportamento che già è chiaramente uno standard, lasciando spazio alla possibilità di innovare, avranno successo. La storia qui è molto semplice, e Open Social lo ha compreso in pieno

Gli sviluppatori scriveranno facilmente sia per Facebook che per Open Social, ed hanno tutte le ragioni per farlo – più di 100 milioni di buone ragioni.

Il che, detto dall’inventore di Netscape ora  a capo delle piattaforme Ning , ha di certo un valore aggiunto.

Ma la mia domanda è: per caso mamma Google ci vuole tutti insieme, in ogni momento, qualunque attività o cazzeggio ci veda impegnati o disimpegnati indicizzandoci costantemente e per intero, conoscendo tutto di ciascuno e cioè tutti " a casa sua"

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2 Comments

  1. Posted December 1, 2008 at 3:06 am | Permalink

    Nice post u have here :D Added to my RSS reader

  2. admin
    Posted December 11, 2008 at 2:32 pm | Permalink

    thnks a lot..
    i believe in the Knowledge as a flow :)
    keep in touch

One Trackback

  1. [...] c’è che dire! Google sorprende ancora con un altro tocco social : Search Wiki. Si tratta di un gioiellino che permette ai propri  utenti di modificare i [...]

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