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ComunicAzione: the medium is the message

Il medium è solo trasportatore di una qualsiasi comunicazione oppure incarna lui stesso quei valori tipici di una società, ponendosi lui stesso in modo autonomo come il messaggio, come la ComunicAzione? 

Le innovazioni tecnologiche che si impongono in alcuni periodi storici, hanno avuto un ruolo fondamentale nell’orientare le componenti principali della società stessa.

E siamo al varco: la più celebre teoria generale sui media che si inscrive nella corrente definita determinismo tecnologico fu formulata dallo studioso canadese  McLuhan.

L’incipit è una sua riflessione che declinò nella celebre frase che da il titolo a questo post: ciò che è fondamentale studiare non è tanto il contenuto della comunicazione, quanto il mezzo, la tecnologia, che veicola i messaggi, ritenuto in grado di plasmare il modo di percepire e pensare il mondo.

Dall’ uomo tipografico  del quale la continuità, la linearità e l’uniformità, condizionano l’intero mondo mentale e sociale, McLuhan passa ai media come estensioni dei sensi dell’uomo  sottolineando che ciascun mezzo nel momento in cui estende un senso, comporta un vero e proprio assopimento degli altri, alterando così l’equilibrio sensoriale.

E dunque è sempre alla ricerca di metafore espressive.

Il testo ha subito una massiccia digitalizzazione e riveste ancora un ruolo privilegiato nella cultura informatizzata contemporanea? Da una parte è un media come gli altri, dall’altra è un meta linguaggio dei media: si pensi ai codici html, alle coordinate degli oggetti tridimensionali,ai pixel delle immagini digitali.  Il testo è la primaria forma di comunicazione tra utente e computer.

Le persone hanno bisogno delle informazioni e hanno bisogno delle informazioni giuste al tempo giusto! E siamo entrati nel mondo delle reti.

La forma delle reti non è ancora visibile perché non c’è nessun medium più avanzato delle reti. (De Kerckhove)

De Kerckhove ha pontificato? A mio avviso per nulla. Ormai nella discontinuità tra vecchi e e nuovi media sta l’avanzamento di tecnologie sempre più sviluppate e sempre più orientate all’individuo nella diffusione e nel trattamento delle informazioni.
Le tecniche innovative nella produzione e nella distribuzione di informazioni e le modalità di accesso alle stesse, hanno favorito la trasformazione dell’industria della comunicazione . Alla base di questo cambiamento paradigmatico c’è l’avvento della tecnologia digitale e la tecnologia ipertestuale.

Assistiamo alla contaminazione  e alla competizione del consumo contemporaneo dei media : siamo sempre meno standardizzati e tradizionali sia nella comunicazione , sia nella fruizione del messaggio comunicativo. E siamo andati oltre la comunicazone ipertestuale: siamo nell’era dell’accesso. La rivoluzione dei contenuti mediali ormai segna il nostro tempo.
La declinazione di tale rivoluzione sta nella transizione da una comunicazione tradizionale tipo broadcasting  ad una narrowcasting per giungere a quella podcasting, chiudendosi su infine su quella generata dagli utenti : consumer generated media.

E anche per la comunicazione creativa la sfida si fa sempre più interessante. Si può parlare di passaggio dal mainstream al clickstream : siamo tutti a caccia del click! Quel flusso dei click degli utenti in rete. Oggi tu, io , utente  consumo la mia comunicazione , la personale individuale comunicazione qui e ora. Scelgo il tempo e il luogo e più è interattiva e dialogante, più questa comunicazione mi tiene "fedele" per un tempo maggiore. La comunicazione cioè non è più asimmetrica: non subisco la ricezione unidirezionale e standardizzata: chiedo contenuti da poter scambiare e da mettere a  confronto con le mie esperienze ( a proposito, sai quali sono i miei interessi e quali sono stati i miei passaggi esperienziali precedenti a questo? hai modo di tenerne traccia?).

Oggi poi io cerco e seleziono informazioni in linea coi miei interessi, filtro quelle decisamente outlines e certamente scelgo tutte le informazioni che rispondano ai mie bisogni, alle mie necessità.
E allora il medium , il messaggio ricopre un ruolo strategico proattivo. Deve essere in grado di percepire le mie intenzioni e deve poter modificare i suoi contenuti adattandosi alle azioni mie , cioè alle azioni del consumatore.

Differenziazione e personalizzazione dell’offerta dei media – effetto coda lunga! . Epperò paradossalmente l’utente si può ritrovare in una condizione di stress di fronte alla scelta: ebbene ,la relazione tra il numero di alternative possibili e il tempo impiegato a scegliere non è lineare , ma segue un andamento logaritmico, cioè, per in "non addetti ai lavori matematici" è una relazione lentissima .

Attenzione allora comunicatori! Diminuite il tempo di scelta riducendo il carico cognitivo! In un certo senso è come se l’utente, il fruitore del messaggio avesse , grazie alle tecnologie, un maggiore controllo del processo comunicativo. Allora si può pensare di capitalizzare i flussi degli utenti.

Come sceglie l’utente? Less is more. Non si può prestare attenzione a più di un oggetto nello stesso tempo:

la capacità di filtrare le informazioni superflue è una delle funzioni base della coscienza umana. Se tutto ciò che è disponibile ai nostri sensi richiedesse sistematicamente la nostra attenzione, non saremmo in grado di arrivare alla fine della giornata (Schwartz, 2004)
 

Dal lato del comunicatore , siano strategie di marketing oppure esigenze legate a fidelizzare utenti/lettori, è necessario investire per generare attenzione e questo comporta costi per esporre la comunicazione oppure per generare azione e ciò implica costi per il coinvolgimento nell’interazione.

Gli effetti dei nuovi media sulla nostra vita sensoriale sono simili agli effetti  della nuova poesia. Essi mutano, non i nostri pensieri, ma la struttura del nostro mondo (McLuhan)

La nostra forma di società di tipo comunitario è davvero il suo preconizzato villaggio globale? E in questo villaggio il numero di link influenza la struttura della rete? Ebbene

un matematico che trasformava teoremi in caffè

a quanto pare ci ha lasciato una teoria che fornisce  una visione del problema dei   nodi e dei legami sociali che si instaurano con la conversazione attraverso i link.

 via aaa-copywriter.it

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