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Rich Snippet: Google si dirige verso il web semantico e offre valore aggiunto al marketing

Google sposa il web semantico! Ecco l’annuncio di alcuni mesi fa, con cui Google lancia Rich Snippet che fornisce agli utenti un comodo riassunto di un risultato di ricerca in un colpo d’occhio.  Gli Snippet sono quindi brevi testi posti sotto il page title dei risultati.
rich snippet

Nello screenshot si può vedere, prima di una breve descrizione di questo ristorante,   una linea che permette di visualizzare una gamma di prezzi  il numero di voti attribuiti dagli utenti di yelp.com e il rating del ristorante.

Rich Snippet si basa su microformati e su RDFa.

Vediamo come yelp.com ha sfruttato i markup  metadata e RDFa : di seguito ecco il codice HTML prima di aggiungervi questi ultimi.

<h1>Pizzeria DUE</h1>

…..

<img class=”stars_4″  src=”stars_map.png”   alt=”4 star rating”>

<em> 107 reviews</em>

…..

<strong>Price Range:</strong> $$

Le sezioni  corrispondono alla attuale descrizione (sintesi …..),alla gamma di variabilità dei costi  (Price Range), al numero di recensioni (reviews) e al voto medio (star rating).

Ciascuno di noi può comprendere questo tipo di informazioni così espresse, ma un computer le interpreta come una serie di stringhe di testo non strutturate.

Grazie ai murkup RDFa o ai  microformati le informazioni sono strutturate e disponibili non solo tra i risultati delle nostre Google’s search ma anche per  tutti i servizi e i tools che supportano gli stessi standard.

Passiamo a vedere, quindi,   il codice HTML  arricchito dei murkup RDFa :

<span xmlns:v=”http://rdf.data-vocabulary.org#” typeof=”v:review-aggregate”>

<span rel=”v:itemreviewed”>

<span typeof=”v:organization”>

<h1 property=”v:name”>Pizzeria DUE</h1>

……..

<img rel=”v:rating” class=”stars_4″  src=”stars_map.png”   alt=”4 star rating”>

<em>based on <span property=”v:count>107<span>reviews</em>

………

<strong>Price Range:</strong> <span property=”pricerange”>$$</span>

</span>

</span>

</span>

In alternativa all’immagine (che indica il numero di stelle) per il rating, avendo cura di arricchire il tag img  della  classe “rating”, si può includere il rating direttamente nel codice HTML, aggiungendo ulteriori proprietà che rendano l’RDFa molto più efficace ed espressivo:

<span xmlns:v=”http://rdf.data-vocabulary.org/#” typeof=”v:Review”>

<span rel=”v:itemreviewed”>

<span about=”http://yelp.com” property=”v:name”>Yelp</span>

</span>

<span rel=”v:reviewer”>

<span about=”http://www.yelp.com/biz/pizzeria-due-chicago”

property=”v:name”>Pizzeria Due</span>

</span>

<span property=”v:rating”>4</span>

<span property=”v:count>107</span>review

<span property=”v:dtreviewed”>1st June 2005</span>

<span property=”v:summary”>Excellent  deep dish pizza</span>

</span>

Google ha promosso l’uso degli standard perché le informazioni possano essere ri-usate:  un RDFa potrebbe essere la scelta migliore da un punto di vista SEO, includendo,  all’interno della pagina nei risultati di una ricerca,  i dati relativi alle recensioni disponibili per particolari prodotti o i dati di LinkedIn per le persone.

Esattamente come per Yahoo Search Monkey, i siti web di terze parti possono fornire dati strutturati che potranno essere inseriti direttamente all’interno dei risultati di una query ( stante comunque la dipendenza dagli  algoritmi propri di Google che “decidono” quali informazioni mostrare”), con supporto per RDFa e microformati, entrambi fondamentali per il web semantico. Lo  svantaggio  di Search Monkey è che non c’è potenzialmente  la componente virale per rendere disponibili i metadati così che industriosi sviluppatori possano costruire applicazioni .

Google sceglie i siti da includere nella pagina dei risultati di una query e le migliori  visualizzazioni per tutti i searchers. Con SearchMonkey, Yahoo,  sceglie quali applicazioni visualizzare per tutti, e gli utenti possono scegliere applicazioni aggiuntive per personalizzare la loro esperienza di ricerca. Yahoo pure supporta i Microformats, ma questi richiedono ancora la mediazione di un’applicazione che migliori il risultato della ricerca.

Dal W3C RDFa in XHTML Specification si legge

The current Web is primarily made up of an enormous number of documents that have been created using HTML. These documents contain significant amounts of structured data, which is largely unavailable to tools and applications. When publishers can express this data more completely, and when tools can read it, a new world of user functionality becomes available, letting users transfer structured data between applications and web sites, and allowing browsing applications to improve the user experience: an event on a web page can be directly imported into a user’s desktop calendar; a license on a document can be detected so that users can be informed of their rights automatically; a photo’s creator, camera setting information, resolution, location and topic can be published as easily as the original photo itself, enabling structured search and sharing.

Rich Snippet è stato  rilasciato in versione Beta e solo per gli utenti degli Stati Uniti, ma secondo le previsioni sarà presto utilizzabile anche dagli internauti di altri paesi.

I vantaggi quali sono? Di certo per l’e-commerce, i venditori on line avranno vantaggi in termini di visibilità e di qualità per gli annunci. Infatti Google supporterà anche il formato hProduct.

Ora passo ai webmaster la palla!

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One Trackback

  1. [...] lavori) che è veuto il momento di collegare una pagina via URI. Non dimentichiamo però che già Rich Snippets sta permettendo, da tempo, di collezionare un’ampia quantità di dati [...]

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