L’Italia non dispone ancora di una politica formale sull’OpenData, eppure qualche misura in linea con la tendenza globale fa capolino.
Ho già scritto di una mia stesura di un documento programmatico per l’OpenData a favore di un partito politico che è impegnato in prima linea nelle elezioni Regionali che si svolgeranno in Italia di qui a pochi giorni. Si tratta del Partito Radicale che da tempo si batte per la trasparenza amministrativa e, in partciolare, per l’Open Data.
Durante una riunione a cui partecipai per la condivisione di documenti in previsione della stesura del Programma Politico che Emma Bonino ha poi presentato per il Governo della Regione Lazio, nell’illustare il mio documento, ho sottolineato l’urgenza della partecipazione e della trasparenza che i cittadini chiedono: alla osservazione che mi fu rivolta in merito al perché e all’uso dei “dati aperti”, riportai l’esempio della Gran Bretagna , in cui, grazie alla policy dei Linked Open Data, le famiglie possono accedere, trovandole in un sol luogo (sito), alle informazioni relative a tutte le scuole in merito ai risultati conseguiti dagli studenti, e alla qualità dei servizi offerti, con il valore aggiunto di un interazione forte in termini anche di valutazione, favorendo, concretamente quindi, la partecipazione del cittadino. La stessa osservazione che ho letto poi grazie ad un link. Quale?
Qualche giorno fa un mio amico (via twitter) follower mi manda un link : http://servizi.radicalparty.org/freshinstall/cameraspese/tutte.
Ecco il link : eppur si muove, quindi!
Il Radical Party mette in chiaro i dati della Camera : “I conti segreti della Camera dei Deputati resi “liberi”".
Sono contenta di vedere in formato CSV e XML i dati pubblici..
Però vorrei sottolineare , per ora, due considerazioni a mio avviso di fondamentale importanza per la comprensione del portato dell’Open Data policy:
1) l’opendata , sebbene supportato e realizzato , almeno in embrione, da un partito (auguro a Emma Bonino di vincere la sfida elettorale spiacente di non poterla sostenere col mio voto non essendo io residente nel Lazio), ritengo, come scrissi nel mio documento, che si debba offrire con la creazione di un luogo in cui i dati siano open ma indipendentemente da un partito politico: gli Open Data sono un servizio PER il cittadino, un diritto DEL cittadino, non una questione di partito (sarà che vedo anche nel futuro la possibilità che questo messaggio diventi pervasivo e non sia recepito solo localmente).
2) l’opendata ha senso in quanto abilita tutti al riuso degli stessi .. non è (solo) questione di “svelare i dati segreti“.
Ne riparlerò qui, e anche a Maggio a Roma in occasione del II° Barcamp della Pubblica Amministrazione.

2 Trackbacks
[...] e che credo debbano essere condivise il più possibile per chi capita in queste righe: -> Open Data in Italia? Eppur si muove Però vorrei sottolineare , per ora, due considerazioni a mio avviso di fondamentale importanza [...]
[...] in casa, ma perché eliminare tutto d’un blocco altri dati, per esempio quelli pubblicati dal radicalparty o ancora, perché non considerare altri dati che sono stati resi pubblici ma sono abbastanza [...]