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Social Life in Social Network

 






Open Graph, Facebook e l’AD: il web semantico in movimento

Web semantico e URI, RDF e RDFa, Open Graph e facebook sono rimbalzati in rete, durante la settimana scorsa,  fornendo spunti di discussione e di sviluppo notevoli.

E a proposito di facebook lo stupore per la sua apertura al web semantico, ha indotto qualcuno a chiedersi se il suo  Open Graph fosse la killer app del web semantico. Non esageriamo.. e’ indubbio che Open Graph made in facebook  sia altamente significativo perché ha svelato anche ai profani (non addetti ai lavori) che è veuto il momento di collegare una pagina via URI. Non dimentichiamo però che già Rich Snippets sta permettendo, da tempo, di collezionare un’ampia quantità di dati strutturati.

L’altro vantaggio dell’Open Graph introdotto da facebook è a favore degli sviluppatori che, servendosi del protocollo opportuno, potranno aggiungere la potenzialità dell’RDFa ai loro CSM. E da qui, il passo alla diffusione dell’innovazione che ne deriva in termini di apps, di estensioni di browsers, sarà breve.

RDFa e The Long Tail

L’effetto dell’utilizzo dello standard RDFa come interfaccia sta nello spostamento dell’area della concorrenza: piuttosto che costringere gli sviluppatori a scegliere quali APIs usare per il supporto nel codice, il ricorso all’RDFa chiede agli stessi di scegliere tra vocabolari di metadati per supportare il proprio data model. Come Google, anche facebook ha creato il proprio vocabolario piuttosto che  servirsi di quello altrui!

I siti web che supportano i metadata facebook saranno tali da rendere disponibili questi metadati a tutti, Google incluso, mettendo in evidenza, quindi, l’urgenza a tutti gli sviluppatori di rendere disponibili metadati che siano machine readable come moneta di scambio per poter far parte dell’Open Graph di facebook…. o altrui. E qui sta la forza!

Immagina che un appassionato di vino possa bypassare la grande distribuzione e i brand delle più grandi cantine e trovare un piccolo vigneto in Georgia, in Cile o anche nel Regno Unito che potrebbero fargli recapitare direttamente a casa una cassa di una perfetta varietà di vitigno . Attualmente queste aziende non sono on  line e nemmeno hanno alcun incentivo ad andare on line perché non sarebbero mai trovate!

Il valore semantico della granularità dei dati strutturati e collegati, metterebbe in luce tutta quella filiera di prodotti di nicchia che sono invisibili ai motori di ricerca. Basterebbe un I like perché questa nicchia tragga beneficio dalla semantizzazione della ricerca? Ho i miei dubbi! Piuttosto prenderei in considerazione il sistema che ha messo a punto Martin Hepp, presso l’Università di Monaco di Baviera, GoodRelations, in base al quale  (”deep comparison shopping”) i prodotti sono confrontabili on line. E’ un punto a favore dell’estrazione semantica che rende sempre più chiari e utilizzabili le preferenze dei consumatori agevolando al segmentazione di prodotti e servizi.

Social Object re-evolution

Facebook ha semplicemente colto che non è tempo solo di algoritmi e sintassi! Il Web è molto più che social, o per meglio dire, la sua dimensione social si vede in superficie, ma perché essa si realizzi appieno, ha bisogno della dimensione semantica che per ora è sotto alla superficie.. ma ne è la parte più rilevante.  Il web semantico lavora su “entità” e dà loro un URI: in realtà l’entità che fa riferimento a un URI potrebbe essere una persona, un’azienda, un luogo, un prodotto, libro o pagina web o qualcosa di più astratto come un’idea, un concetto oppure un tema. A questi enti si aggiungono descrizioni che definiscano loro attributi e relazioni reciproche con altre entità.. il tutto grazie al formato RDF.

Ecco come Facebook ha inteso esprimere relazioni e “oggetti”: il social graph. Uno sguardo alla lista di facebook dei tipi object dimostra il suo modello di business molto chiaramente. Ecco la loro categoria “Product and Entertainment”:

  • album
  • book
  • drink
  • food
  • game
  • movie
  • product
  • song
  • tv_show

Sia che Ti piaccia o no, facebook sta creando un nuovo terreno di gioco per l’advertisment, accettando le pagine dei prodotti all’interno del proprio social graph!  Facebook vede il suo social graph come risorsa principale e lo vede come una rete mondiale: nel social graph i nodi sono le persone e le cose!

In principio il social graph di facebook  ha tracciato un sol tipo di nodi e archi: i nodi erano costituiti dagli utenti e gli archi dalle relazioni di amicizia tra quelli. Successivamente tra i nodi abbiamo visto i gruppi e gli archi hanno contemplato anche la relazione di appartenenza e con le pagine Fan , altri nodi, ecco che gli archi avrebbero rappresentato anche la relazione debita: “è fan di”.

Con l’Open Graph protocol facebook abilita l’utente a relazionarsi con altre entità, i social objects, che Hugh McLord definisce come segue:

The Social Object, in a nutshell, is the reason two people are talking to each other, as opposed to talking to somebody else. Human beings are social animals. We like to socialize. But if think about it, there needs to be a reason for it to happen in the first place. That reason, that “node” in the social network, is what we call the Social Object. Example A. You and your friend, Joe like to go bowling every Tuesday. The bowling is the Social Object.
Example B. You and your friend, Lee are huge Star Wars fans. Even though you never plan to do so, you two tend to geek out about Darth Vader and X-Wing fighters every time you meet. Star Wars is the Social Object.
Example C. You’ve popped into your local bar for a drink after work. At the bar there’s some random dude, sending a text on this neat-looking cellphone you’ve never seen before. So you go up to him and ask him about the phone. The random dude just LOVES his new phone, so has no trouble with telling a stranger about his new phone for hours on end. Next thing you know, you two are hitting it off and you offer to buy him a beer. You spend the rest of the next hour geeking out about the new phone, till it’s time for you to leave and go dine with your wife. The cellphone was the social object.

Come si rileva dalla documentazione, con l’Open Graph protocol ogni singola pagina sarà trasformata in un social object. Per ora facebook supporta un set limitato di social objects, ma questo già abilita l’utente ad inserire la web page, una volta  categorizzata, nel social graph su facebook: basta un semplice Like button.

Tutto questo movimento significa un ritorno notevole per il web semantico: è la dimostrazione dell’esigenza di sviluppare siti facendo attenzione a dati sempre più strutturati in modo che questi possano anche essere usati da altre applicazioni. Inoltre l’uso dell’RDFa incoraggia implementazioni interoperabili tra le organizzazioni evitando problemi relativi al namespacing.

Web 3.0 in action!

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One Trackback

  1. [...] Rispetto a quella mostrata in aula, ho reso più espliciti alcuni passaggi, ed aggiunto alcune slide finali per anticipare la presentazione successiva che fa da apripista ad alcune riflessioni personali sul futuro degli AD Networks rispetto alle potenzialità di questi strumenti e di queste tecnologie. In più, aggiungo il post di Titti Cimmino, grande ispirazione e fonte di idee sul medesimo fronte, che invito a leggere ( segnalata alla fine della presentazione quale fonte italiana ): -> Open Graph, Facebook e l’AD: il web semantico in movimento [...]

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