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Linked Open Data: the italian road not taken (Part 1)

Il 2010 passerà indiscutibilmente come l’anno dell’Open Government, dell’Open Data, del Linked Data, del Linked Open Data!

Ad aprire il varco sono stati gli Stati Uniti con il famigerato data.gov e le numerose direttive sulla trasparenza che hanno dato la stura ad un flusso di dati Aperti senza precedenti, tant’è che anche oltreoceano si è fatta sentire l’esigenza e l’urgenza dell’apertura governativa ai temi della trasparenza della partecipazione e dell’efficienza non solo declinata verbalmente (per infarcire, in Italia per esempio,  programmi elettorali  sempre più carenti di proposte politiche ed amministrative concrete ma sempre più pieno di slogan elettorali vuoti e magari sbandierati dalla velina di turno).

A cominciare a diffondersi come mainstream è stato l’Open Data di cui ormai già abbastanza tutti noi sappiamo relativamente al significato (più o meno controverso rispetto a quel free almeno in ambito commerciale).

Quali dati rendere Open? – In Italia a qualcuno è stato chiesto? Ecco come oltreoceano hanno risposto.

  • Business Data
  • Crime and Justice Data
  • Education and Skills Data
  • Environment & Weather Data
  • Health and Disability Data
  • Housing Data
  • Government Income and Spending Data
  • Labour Market Data
  • Population Data
  • Transport Data
  • Web Analytics Data
  • International Aid and Development Data
  • Legal and Administrative Data
  • Economy and Trade Data
  • Geographical data
  • Political data

Certo mi si opporrà il rilievo che la normativa vigente pone restringimenti sull’apertura dei dati . In Italia non sarebbe il caso di provvedere a differenti licenze con cui rilasciare i dati? Per esempio, seguendo http://www.opendatacommons.org

E così si potrebbero rilasciare sotto Open Data Commons

  • Statistical data – per esempio le statistiche di  performance
  • Location data – per esempio la disposizione geografica dei servizi governativi
  • Service data – i dati in dettaglio dei servizi governativi
  • Real-time data – per esempio gli aggiornamenti dei dati relativi ai mezzi di trasporto

Abbastanza si è scritto e letto sull’enciclopedia degli specchi delle possibilità che l’Open Data offre al cittadino in termini di partecipazione, miglioramento e controllo dell’efficacia e dell’efficienza della macchina governativa, ergo non mi soffermo ancora.

Piuttosto in Italia ci si è chiesto se l’ammontare di dati comunque resi disponibili via web possa essere riutilizzato e soprattutto se anche il cittadino non esperto possa accedervi facilmente? Le due ipotetiche in realtà racchiudono semplicisticamente le seguenti questioni tecniche:

  • i dati in che formato sono rilasciati? Talvolta sono consultabili sono on line, talvolta sono in formato pdf se non adirittura in excel: non è questa l’Open Data way.. IMHO!
  • i dati sono disponibili in un formato che sia machine readable?
  • i dati sono rilasciati sotto una licenza che ne consenta il libero ri-uso?

In Italia non mi risulta che nemmeno una delle questioni sopra citate sia stato oggetto di dibattito pubblico. Essì, perché pure l’opendata -o meglio la errata interpretazione dell’opendata (caro ministro Brunetta)- è closed!

Un passo avanti: Linked Open Data vision.

Open Data o Linked Data? La risposta a tale interrogativo ha avviato un processo accelerato rispetto a quello implementato dagli Stati Uniti. In UK, infatti, si è partiti direttamente con i Linked Open Data ed è stato il boom dell’altrettanto famigerato  data.gov.uk.

Via http://blogs.cabinetoffice.gov.uk si legge:

The Prime Minister has announced a radical plan to open up Government data to the public. In a letter sent to all Government departments and his first podcast on transparency, the PM set out ambitious plans to open up data and set challenging deadlines to public bodies for the publication of information on topics including crime, hospital infections and Government spending.

In his letter, the PM said:

“Greater transparency across Government is at the heart of our shared commitment to enable the public to hold politicians and public bodies to account; to reduce the deficit and deliver better value for money in public spending; and to realise significant economic benefits by enabling businesses and non-profit organisations to build innovative applications and websites using public data.”

Key commitments set out in the letter include the publication of all new central Government ICT contracts from July 2010 and the publication of details of all DFID international development projects over £500 from January 2011.

Cabinet Office Minister Francis Maude will chair a new Transparency Board, including experts and advocates such as Sir Tim Berners-Lee, Nigel Shadbolt and Tom Steinberg, to drive the agenda across Government. You can read the full details in the PM’s letter to departments on transparency.

As Francis Maude says:

“We are pulling back the curtains to let light into the corridors of power.  By being open and accountable we can start to win back people’s trust. Openness will not be comfortable for us in government; but it will enable the public to hold our feet to the fire. This way lies better government. Transparency is key to our efficiency drive, and will enable the public to help us to deliver better value for money in public spending.”

The first of these data sets are now live on data.gov.uk:

  • A list of most of those Senior Civil Servants who have salaries over £150,000 a year, giving their name, job title, grade, and salary level. Salary is the officer’s annual pay rate including taxable benefits and allowances, and is given in bands of £5000. For officers with part-time jobs, the threshold is worked out based on their pro rata pay. - http://data.gov.uk/dataset/uk-civil-service-high-earners

The Prime Minister has also asked Ministers to treat requests for data from the public as though they had been made under the forthcoming legal Right to Data, and with a presumption in favour of transparency; and that all published data is licensed for free reuse.  Please feel free to take us up on this by requesting more data.

This is just the start of our new drive for transparency and developments on data.gov.uk.

E’ solo il primo passo! In Italia stiamo ancora tentando di passare dalla posizione carponi a quella eretta!

Una delle repliche a questa missiva (sto seguendo particolarmente la questione) è stata posta da uno sviluppatore che fa presente l’anomalia di dati in formato excel (altro che open) rilasciati dalla Health Protection Agency ( http://data.gov.uk/dataset/nhs-clostridium-difficile-dataset-weekly) per il Department of Health.  Il tempo si sa non gioca mai a favore e le risorse umane da mettere a disposizione per la trasparenza non sono mai a sufficienza.

Ciò che ha fatto la differenza nel mainstream dell’OpenData è stato l’approccio LinkedOpenData: e il web semantico ha firmato con la sua chiusa il paradigma dei dati aperti e riusabili. Per dirla con le parole di Sir Tim Berners Lee durante l’Expo 2010 Gov2.0, ecco le cinque stelle con cui i Linked Data Aperti debbono essere pubblicati sul web:

.    make your stuff available on the web (whatever format)
..  make it available as structured data (e.g. excel instead of image scan of a table)
…  non-proprietary format (e.g. csv instead of excel)
…. use URLs to identify things, so that people can point at your stuff
…..link your data to other people’s data to provide context

In italia, proclami di dati pubblici a parte, stiamo assistendo alla frammentazione di dati pubblicati in formati molto variabili, se non addirittura consultabili SOLO on line, senza avere cognizione di causa relativamente al significato dell’OpenData e neppure del LOD!

Ecco alcuni esempi:

1) Dati.Piemonte.It : formato csv e buon inizio (poi vedremo il limite di tale formato)

2) Amministratori.Interno.It : formato testo con dati incompleti (della serie “professione: non inserito” :O )

3) Governo.it : mi raccomando scorrete tutta la homepage sino in basso e troverete un timido binomio “operazione trasparenza” e sarete rediretti alla pagina di quelli che, secondo le intenzioni e la (dis)informazione del Ministro sono i dati aperti per l’Italia. Un esempio per tutti i tassi di assenza /presenza del personale per mese oppure gli elenchi dei dirigenti e relativi stipendi. Tutto in rigoroso formato pdf.

Evviva la confusione! Dati sparsi alla bisogna e il fumo negli occhi : ecco serviti i dati agli italiani!

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  1. By Ripensare lo Stato leggero | Webeconoscenza on June 9, 2010 at 1:30 pm

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