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Linked Open Data: the italian road not taken (Part 2)

Questa è stata una delle rarissime volte in cui, accingendomi a scrivere, non riuscivo a trovare un incipit. Un incipit degno sia del tema, sia della bailamme che sta emergendo e soprattutto di quello scarsissimo interesse che sta caratterizzando l’Italia e, mi si passi lo sfogo, anche gli italiani.  Scarsissimo interesse verso il Bene Comune, scarsissimo interesse verso una Crescita Collettiva, verso un Futuro che sia sostenibile e verso quella Democrazia di cui (con cui) ci si riempie la bocca (e spesso ormai anche le tasche)! Poi un cinguettio mi ha distolto dal fumoso affastellarsi di pensieri inutili, quanto dannosi per il loro potere paralizzante, ed eccolo qui:

RT @Nigel_Shadbolt: Need to get EU thinking about #OpenData standards as a key part of Interoperability framework

Il prof. Shadbolt  ha lanciato un tweet che è tutto un programma.. forse molto di più di ciò che si legge tra le righe nelle pagine de ” A Digital Agenda for Europe

The overall aim of the Digital Agenda is to deliver sustainable economic and social benefits from a digital single market based on fast and ultra fast internet and interoperable applications.

Nel quadro di svariati Programmi Europei si stanno sviluppando iniziative che comunque a mio avviso girando in tondo evitando di andare al cuore del problema.

Da un lato il DIME Dynamics of Institutions and Markets in Europe (DIME)  sta finanziando un progetto sull’apertura dei dati delle Amministrazioni Locali dell’EU, dall’altro la Regione Piemonte, in collaborazione con il  Dipartimento di Studi Legali della Facoltà di Giurispridenza di Torino, il Centro Nexa Center for Internet & Society of the Politecnico di Torino, la Fondazione Rosselli, e l’Eastern Piedmont University sta prendendo contatti con alcuni esponenti del Working Group on EU Open Data, in particolare con  Rufus Pollock della Open Knowledge Foundation e ne è nata l’iniziativa Ckan in italiano,

CKAN è un catalogo di dati e contenuti aperti : facilita la ricerca, l’utilizzo e il riutilizzo di contenuti e dati aperti, in particolare in modalità automatica.

Essendo co-amministratore della sezione LOD del catalogo Ckan, posso apprezzare l’iniziativa, eppure per ora solo i dati.piemonte sono visibili,  ma non sono gli unici aperti in Italia. E va bene che state giocando in casa, ma perché eliminare tutto d’un blocco altri dati, per esempio quelli pubblicati dal radicalparty o ancora, perché non considerare altri dati che sono stati resi pubblici ma sono abbastanza lontani dall’essere Open, come scrivevo nella prima parte di questo post (quelli per esempio curati dal governo italiano)?

Perché si sta girando in tondo e non centrando il problema? La risposta, a mio avviso, è nelle parole di David Eaves:

We need a data-literate citizenry, not just a small elite of hackers and policy wonks. And the best way to cultivate that broad-based literacy is not to release in small or measured quantities, but to flood us with data. To provide thousands of niches that will interest people in learning, playing and working with open data. … It is worth remembering: We didn’t build libraries for an already literate citizenry. We built libraries to help citizens become literate. Today we build open data portals not because we have a data or public policy literate citizenry, we build them so that citizens may become literate in data, visualization, coding and public policy.

Magari nella prima fase del progetto Linked Open Data in Italy (quando la strada sarà presa) sarà necessario e primario l’intervento di esperti, ma ne varrà la pena. Solo i Linked Open Data realizzano in pieno quella trasparenza, quell’interoperabilità e quella Democrazia aperta e partecipativa che come uno spettro sembra agitarsi ancora in Italia.

Utilizzando l’RDF per pubblicare i dati in RDF è possibile creare un grafo di dati interlinked che  può essere messo a disposizione di svariate applicazione e, inoltre, è pienamente machine processable.

Il link tra i vari item relativi ai dati effettuato tramite  RDF links consente la navigazione da un item di dati all’interno di una fonte di dati ai  relativi dati all’interno di altre fonti, utilizzando un browser Web Semantico come Tabulator, Disco o Zitgist .

I linked data set possono essere interrogati utilizzando il linguaggio di query SPARQL , che è simile al linguaggio SQL, ma ha il vantaggio di poter essere usato sul grafo dei dati formati da triple RDF. Poiché i risultati della query restituiscono dati strutturati e non solo link a pagine HTML, essi possono essere usati all’interno di altre applicazioni.

I links RDF  possono anche essere seguito dal crawler dei motori di ricerca del Semantic Web, che possono fornire sofisticate  funzionalità di ricerca e di query su dati sottoposti a scansione. E ‘ora anche possibile  incorporare l’ RDF in una pagina web XHTML utilizzando il nuovo standard RDFa , che è supportato dai motori di ricerca Yahoo! e Google.

Il punto cruciale è il potere , il valore dell’open data e più in particolare del Linked Open Data: valore che sta nella partecipazione e trasparenza per il cittadino, nella richiesta stessa dei dati per chi dal punto di vista commerciale contribuisce alla pubblicazione e al riuso dei dati e per i ricercatori come sotto brevemente riassumo:
• Mettere i dati di ricerca a disposizione del pubblico in un formato riutilizzabile, separato da qualsiasi applicazione particolare.
• Collegare i  propri dati di ricerca a set di dati prodotti da altri gruppi di ricerca, o dati provenienti da settori correlati. Per esempio, un gruppo di chimici che lavorano su un particolare composto in grado di collegare i loro set di dati ad altri  forniti da gruppi di lavoro sullo stesso composto, ai dati su altri composti e ai dati  prodotti da un gruppo di fisici che lavorano in un settore correlato da una diversa angolazione.
• Consentire la navigazione, la ricerca e le query sui linked data. Questi ultimi possono essere utilizzati in modo analogo ai dati di un database relazionale, ma invece di essere limitati ai propri set di dati  è possibile accedere a tutti i dati collegati.
• Se si desidera, esiste la possibilità di utilizzare gli standard del Semantic Web per ricavare nuove informazioni effettuando un  reasoning formale.

Le considerazioni di cui sopra sono valide anche per dati che non siano di ricerca scientifica: basta guardare a data.gov.uk. Vero è che la storia anglosassone differentemente da quella Nostra, ha visto la valutazione di ogni processo (e quindi anche dei servizi) come un elemento cruciale per lo sviluppo socio-economico-culturale e politico dell’UK in particolare. In Italia non ci sono sondaggi che tengano peso.. a parte quelli che hanno per figura centrale Berlusconi, e attenti a dargli la prima posizione, mi raccomando!:  chiedere agli italiani se le Scuole offrano servizi efficienti ed efficaci e in che misura, invece è roba d’altri..

Perché l’italian road not taken? Perché, come ebbi a dire, in modo sistematico, in un consesso politico, il goal vincente è uno solo: data.gov.it! Per ora, tra fuorigioco, autogoal, ammonizioni ed (auto)espulsioni, la squadra italiana non promette granché!

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  2. [...] fermento deiLinked Open Data sta dando i suoi effetti: la sovrapposizione di avvenimenti che tendono a capovolgere (?) a [...]

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